Dopo l’ultimo viaggio – Don Maurizio ci aggiorna

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imageCarissimi, oggi è l’8 marzo, giornata della donna, e qui in Sierra Leone neanche ce se ne accorge.

Non hanno proprio motivo di far festa qui le donne, la loro emancipazione è ancora lontana. Vivono una situazione di sottomissione e sudditanza, salvo che per le poche che hanno potuto accedere a studi qualificati.

E’ la donna che si occupa della casa, dei bambini, del marito, degli anziani e spesso anche di procurare il cibo necessario alla famiglia.

Dillo alla mamma’, ‘ vai dalla mamma’, ‘…mamma’.

E’ sempre lei la chiamata in causa, sempre lei che deve correre in aiuto e assistenza. E così, siccome è compito della donna accudire i malati, in Sierra Leone più del 60% dei contagiati e morti di ebola sono donne.

Hanno pagato un caro prezzo. Hanno lasciato dietro di sè uno strascico di morte e sofferenza e hanno ora davanti a sè il compito di far fronte, spesso da sole, alla situazione di desolazione e precarietà che ebola sta lasciando.

L’ultima volta che vi ho scritto era il 20 gennaio, e da allora la situazione è pressoché uguale.

0 contagi nella zona di Waterloo, e in tutto il resto della Sierra Leone pochi contagi (dai 4 ai 17) a macchia di leopardo. E’ ancora presente, fa meno paura, è possibile sconfiggerla ed è possibile sopravvivere se contagiati. Il personale medico e sanitario sa come agire, è pronto ora e ben preparato.

Intanto in parlamento gran battaglia sulla corruzione del periodo ebola, coinvolti ministri e deputati, e gran dirigenti; soldi destinati a combattere la malattia scomparsi in tasche private. E’ purtroppo la storia di sempre e di ogni luogo.

Si pensa e si spera di riaprire le scuole a fine mese di marzo, intanto sono cominciate le registrazioni, poi si vedrà.

Notizie si accavallano e creano paura e disagio: i survivors (così vengono chiamati i sopravissuti a ebola) non sono contagiosi, i survivors sono contagiosi e così si vive di incertezza e i poveri sopravvissuti si sentono un po’ emarginati ed esclusi senza sapere a chi dare ascolto.

Mercoledì, 11 Marzo, ad Waterloo comincerà il lavoro del dopo-ebola. con un’ importante Workshop proprio per i sopravvissuti.

Con il dott. Roberto Ravera e la sua equipe li incontreremo tutti, sono 125 compresi i bambini, in tre intensi giorni in cui verranno ascoltati, troveranno risposte alle loro domande e, per quanto possibile, si cercherà di dare loro nuova sicurezza e volontà di vita

Stiamo registrando gli orfani a scuola. E’ vero, grazie a Dio, il governo ha decretato che la scuola sia gratuita per questi pochi mesi che rimangono prima della fine dell’anno scolastico.

Nostro impegno è quello di far in modo che tutti loro siano registrati e frequentino. A nostro carico la uniform, le scarpe, i quaderni, le penne e quanto necessario perché possano frequentare senza problemi.

Insomma tutto attorno c’è fermento di ripresa e voglia di lasciarci ebola alle spalle, di dire che tutto è finito finalmente.

Rimangono quei pochi casi sporadici quotidiani, che ci avvertono di un pericolo ancora reale, che ci dicono di stare attenti, di non abbandonarci all’euforia di una vittoria non ancora ottenuta, ma insomma c’è sentore ormai che la fine è alle porte.

E allora di nuovo voglio ringraziare quanti hanno voluto essere in comunione con noi in questa situazione e ci hanno offerto il loro concreto aiuto.

E’ stato un gesto di una coralità sorprendente e inaspettata che mi ha infuso coraggio e voglia di fare del bene a quanti hanno sofferto questa situazione.

Mi dispiace, per problemi di internet ho tardato a inviarvi questa lettera e così oggi, mercoledì abbiamo cominciato il primo workshop con i survivors di ebola.

Fantastica la risposta delle persone che si sono presentate ed eccezionale la performance della equipe del dott.Ravera.

Ragguagli e foto alla fine dei tre giorni.

Grazie di tutto, continuiamo la comunione nella preghiera.

Don Maurizio

Sierra Leone

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Nel momento in cui vi scrivo, il convoglio di Missionland e di Rainbow for Africa ha superato la frontiera della Sierra Leone e si trova a circa un centinaio di km da Lunsar. Non è stato facile percorrere le strade della Guinea Conakry, innanzitutto per mancanza di gasolio, reperibile solo a cifre folli.

In un suo sms, infatti,  Roberto scrive: “Non si trova gasolio; praticamente il paese è in ginocchio: file esagerate di camion fermi perché senza gasolio. Noi siamo riusciti a prenderlo ad una cifra folle. Ora ne abbiamo per 500 km. Speriamo bene. Che tristezza!” .

Poi, le strade devastate hanno rallentato non poco la loro marcia  perché in un altro sms Roberto mi precisa:” La strada da Koroussa a Mamou è stata un vero disastro, ma il magico magirus si dimostra sempre il numero uno : sei ore per percorrere 150km. Ci sono più camion fermi che in movimento…”. 

Ed infine il gasolio, reperito con tanta fatica, ha creato qualche problema ai mezzi perché molto sporco.

L’ultimo messaggio di oggi mi dice :”… siamo in Sierra Leone! Appena finite le formalità. Ora siamo a 100km da Lunsar…”. 

Una volta raggiunta la meta, mi auguro che Roberto possa inviarci anche le foto del loro viaggio.

Un abbraccio affettuoso a tutti voi.

Per Missionland

Daniela

Obiettivo: SIERRA LEONE

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Salve a tutti voi, come ben sapete, in questo momento Missionland è impegnata in una spedizione umanitaria che ha come meta la Sierra Leone. Roberto, Claudia, Carlo e Francesco sono partiti qualche giorno fa a bordo di un camion 4×4 ed un fuoristrada, nel tentativo di raggiungere prima possibile la popolazione  sierraleonese, decimata da un virus che difficilmente lascia scampo .   In questo viaggio, Missionland ha offerto la sua collaborazione a “ Rainbow for Africa Onlus”, Associazione che da molti anni vede i suoi straordinari volontari impegnati in questa terra duramente colpita dalla terribile epidemia dell’ebola e, attualmente, dediti a contrastare la sua letale diffusione. In questo momento, il convoglio sta percorrendo “tutto d’un fiato” le strade della Guinea Conakry per rispondere alle richieste impellenti, giunte dalle comunità di  Lunsar e di Freetown. Nel suo sms Roberto dice: “Siamo entrati in Guinea. Tutto ok. Posti di controllo ovunque, lavarsi le mani, controllo della febbre già una decina di volte. Ci sono delle tende dell’UNICEF  qua e là e centri di sospetta ebola. Sono gentili quando vedono il camion…”. Colgo l’occasione per ringraziare le straordinarie Suore dell’Immacolata Regina della Pace che, in questi giorni,  hanno dato ospitalità al nostro gruppo. Nella speranza di darvi prestissimo la bella notizia del loro arrivo, vi saluto caramente e ringrazio tutti voi per l’importante sostegno che ci consente di realizzare tali iniziative.

Un abbraccio Per Missionland Daniela

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Lavorazione1

Burro di Karitè2

BURRO DI KARITE’

Il burro di karitè è uno di quei doni divini, un po’ come l’aloe, disponibile in natura allo stato selvaggio, ha proprietà anti-infiammatorie, anti-batteriche, offre protezione alla pelle, cura le piccole abrasioni, previene e riduce le rughe, nutre…  

Cos’è e come si ottiene il burro di karitè (shea butter in inglese) Prima di tutto c’è da dire che è un prodotto super ecologico, perché non viene neppure coltivato, ma raccolto in natura.
Il burro di karitè è una sostanza burrosa che si estrae da una piccola noce, frutto dell’albero di Mangifolia. Questo albero cresce spontaneamente in Africa, dove diventa fruttifero spesso dopo decine di anni (può maturare anche dopo 50 anni  e spesso può vivere per 300 anni producendo frutti).
Estrarre il burro di karitè da queste noci è un lavoro svolto dalle donne africane, per lo più manualmente e con un lungo procedimento: ci vogliono c.a 20 ore per ottenere 1 kg di burro di karitè.
I frutti vengono raccolti, si rimuove la polpa fino ad arrivare alla piccola noce che viene essiccata o arrostita. La noce viene ridotta in polpa, impastata e lavorata a mano con acqua, fino a che la parte grassa coagula e viene separata dall’acqua. A questo punto il burro viene fuso per separarlo dai residui del guscio; quindi il burro, puro, viene fatto solidificare.

Chiaramente il burro in quelle condizioni è l’ideale, ha il massimo del suo potere nutrizionale, curante e cosmetico. Adesso il burro di karitè comincia ad essere usato anche nei cosmetici di alcune industrie, e quindi il livello di purezza via via scende. Negli Stati Uniti viene classificato di “livello A” quando è in prezza, mentre il livello B e C sono quelli in cui è il burro viene estratto con un processo chimico. Le proprietà del Burro di Karitè Il burro di karitè in Africa è utilizzato come nutrimento, ma soprattutto per le sue proprietà medicamentose. Ha proprietà lenitive e antibatteriche. Può essere utilizzato sia sulla pelle secca, squamata, o infiammata, sia sulle ferite e le abrasioni. E’ la sostanza che alcuni indigeni africani cospargono sulla pelle dei bambini dopo la scarificazione (il rito in cui si fanno delle abrasioni sulla pelle per lasciare delle cicatrici permanenti), per evitare infezioni. E’ idratante, lenitivo e curativo per pelle secca, scottata, piaghe, psoriasi. Può essere utilizzato su eczemi e pelle molto sensibile o infiammata. E’ perfetto per gli eritemi  da pannolino. Ha un’azione che promuove il rinnovamento cellulare e incrementa la circolazione sanguigna. Ciò che lo rende così adatto alla pelle è poi  il suo alto contenuto in acidi grassi indispensabili per l’idratazione e l’elasticità della pelle.  Inoltre è naturalmente ricco di vitamine A, E ed F, vitamine essenziali per un buon equilibro della pelle. Adatto alle ferite Oltre alle sue proprietà idratanti, il burro di karitè aiuta a curare la pelle, dunque può essere usato su piccole ferite ed escoriazioni, e su labbra, mani e piedi quando la pelle è screpolata o fissurata. Questa sostanza ha infatti delle proprietà antimicrobiche. Sembra che il burro di Karitè aiuti a migliorare la circolazione capillare e quindi a migliorare l’ossigenazione dei tessuti e l’eliminazione di tossine.

Sui dolori muscolari e artriti Il burro si karitè ha un’azione anti infiammatoria che, oltre che sulla pelle, risulta efficace anche su altre manifestazioni dolorose. Infatti viene utilizzato per ridurre i dolori muscolari, sui muscoli indolenziti, ma anche: dolori articolari, dolori legati a traumi che generano gonfiori, e per lenire i dolori da artrite.

Per proteggersi dal sole e dalle intemperie Il suo alto contenuto di acido cinnamico gli conferisce la proprietà di bloccare alcuni raggi UV dannosi del sole, garantendo una certa protezione nell’esposizione solare.Inoltre la sua consistenza grassa consente di creare una barriera efficace contro le irritazioni da vento, freddo e prodotti e detergenti aggressivi, senza occludere i pori, ma grazie al lento assorbimento della pelle. 

Sinusite e congestione nasale In Nigeria il burro di karitè è usato per le sinusiti e per dare sollievo nei casi di congestione nasale.  

Proprietà cosmetiche E’ una sostanza idratante, che rende la pelle elastica, che non acclude i pori ed ha un’efficace azione anti radicali liberi, dovuta alla sua ricchezza di vitamine, dunque è un ottimo antirugheInoltre può essere usato per rimuovere il make-up.

Utilizzato in preparazioni per i capelli o come balsamo è ottimo per curare i capelli danneggiati e aiuta in caso di forfora. Sui capelli la sua efficacia sembra essere migliore del burro di cacao e dell’olio di Jojoba.

Quando non va usato il burro di karitè

Il burro di karitè è sconsigliato per chi ha allergie a noci e al lattice. 

 

Padre Maurizio Boa: “Il dramma della Sierra Leone”

Salve a tutti,
proprio questa mattina abbiamo ricevuto, via Skype, il messaggio di P. Maurizio Boa, religioso giuseppino del Murialdo che sta vivendo il dramma della Sierra Leone. Ci preme che voi siate a conoscenza della situazione e capire cosa possiamo tutti insieme fare per loro.
Grazie e buona domenica
Roberto e Daniela

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Carissimi, con queste parole vi voglio ringraziare tutti per la comunione e la solidarietà concreta e veramente impensata, con cui seguite la situazione difficile che stiamo vivendo in Sierra Leone.
Non vi sembri strano che vi chieda di unirvi a me per un momento di preghiera, vi ringrazio per questo, desidero che sentiate la mia presenza in mezzo a voi e la presenza di Dio.
Abbiamo bisogno di vivere la presenza di Dio, la sua volontà di bene e il suo amore salvifico.
Il nostro è un Dio amante della vita e fonte della gioia.
A lui ci rivolgiamo in questo momento di grave sofferenza di una intera nazione.
Ancora non vediamo barlumi di speranza, anzi le nude cifre parlano di incremento del contagio e della morte.
Oggi Ebola colpisce ad una velocità 9 volte maggiore di due mesi fa.
Soprattutto nelle aree periferiche rurali, Waterloo, Morabie con 12 nuovi casi ogni giorno, all’inizio settembre erano 1,3.
E in Freetown, la capitale, si registra un aumento di casi 6 volte maggiore di due mesi fa.
L’urlo continuo delle sirene delle ambulanze è un monito ad essere attenti, prudenti, ma ci dice anche che la morte è tutta intorno a noi.
5.000 persone sono morte e 10.000 almeno sono state infettate.
Le strutture sanitarie sono al collasso; mancano posti letto, malati di ebola giacciono all’aperto nei cortili dei centri sanitari. Quando li ho visti mi sono detto che è disumano morire così.
Molta gente non lavora più, non guadagna, è in quarantena, non può uscire dalle case, ma ha ugualmente bisogno di nutrirsi per vivere o sopravvivere.
Ho conosciuto in questo periodo una sorprendente, impensabile generosità di tanti amici, anche di gente che non mi conosce, ma che vuole ugualmente partecipare alla gara di solidarietà per la salvezza di tante persone.
Soprattutto i bambini; il 20% dei malati di ebola sono bambini; scuole chiuse, essi sono confinati in casa, invitati a non giocare con gli altri amici con cui prima condividevano la gioia del gioco e la vita, perché il nemico è invisibile, è pronto a colpire dove meno te lo aspetti.
Che il contagio si fermi!
Per questo la nostra preghiera e per questo gli sforzi continui di tanta gente di buona volontà che mette a repentaglio la propria vita per la salvezza altrui.
Medici, infermieri, a loro la nostra ammirazione e il nostro grazie.
Il loro sacrificio non sia vano.

O Dio Padre nostro, amante della gioia e fonte della vita, ci rivolgiamo con fiducia a te in questi giorni di difficoltà per questa nostra amata nazione. Stiamo soffrendo, stiamo morendo e non sappiamo perché.
Un nemico invisibile e letale si è insinuato in mezzo a noi. Noi non possiamo niente contro di lui, ma tu lo vedi, Signore, tu lo conosci, tu sei più forte di lui. Aiutaci a sconfiggerlo.
Vedi quanta gente di buona volontà è disponibile a donare la propria vita, il proprio tempo, le proprie risorse per lottare contro; fa’ che tutto questo sforzo non sia vano, che questo grande, collettivo gesto di amore sia più forte della forza della male e ci porti ancora a vivere nella gioia e a lottare insieme per un mondo migliore.

Sotto la tua protezione troviamo rifugio, o Santa Madre di Dio. Ascolta la nostra preghiera nelle necessità, e liberaci sempre da tutti i pericoli, Vergine gloriosa e benedetta.
Amen.

Articolo sul giornale di vicenza

E’ possibile contribuire con una donazione per l’invio di ulteriori clean water in Sierra Leone. Le donazioni ci aiuteranno a sostenere le spese di spedizione, e tutte le altre spese necessarie per la produzione di ulteriori apparecchi.

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