DELWENDE

DELWENDE

 

Missionland ha conosciuto il centro Delwende nel 2012 in occasione della 14º carovana solidale, durante una sosta presso il centro Camilliano a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. I camilliani, assieme alla Croce Rossa, gestiscono il centro Delwende delle “divoratrici di anime”, questa la traduzione dalla lingua Mossi.

Quelle che si incontrano sono invece donne sfortunate, vittime di pregiudizi radicati, costrette ad abbandonare i loro villaggi per evitare il linciaggio. Il centro che le ospita è composto da tre grandi capanni all’interno dei quali trovano posto i dormitori, le cucine e le aree di lavoro. Qui le donne si impegnano in tanti piccoli lavori per riscattare la loro dignità e portare il loro contributo alle spese del centro.

Tra i vari lavori di artigianato svolti vi è la produzione del burro di karitè. Inizialmente l’aiuto di Missionland è consistito principalmente nella diffusione di questo prodotto sul mercato locale, attraverso le nostre numerose conoscenze in Burkina Faso. Una parte è stata anche portata in Italia, a titolo di campione, per soci e amici. Ad oggi quest’attività continua ed è stata ulteriormente integrata con interventi tecnici alle infrastrutture, un determinante contributo alla preparazione dei pasti quotidiani e con la fornitura di pasta di arachidi preparata dal progetto Missionland Bagigio Joe.

 

CHI SONO LE “MANGIATRICI DI ANIME”?

La religione animista è ampiamente diffusa in Burkina Faso ed è un credo popolato di spiriti, demoni e culto degli antenati. Stregoni e capi villaggio sono i ministri del culto, che si può definire profondamente patriarcale. Nella società e nelle comunità Burkinabè il ruolo della donna è marginale e imposto, caratterizzato da scarso potere decisionale e di proprietà. Una donna sola -perchè vedova, sterile o perchè abbandonata dal marito- cade presto vittima di malelingue, antipatie e invidie. Queste donne vengono incolpate per le morti e i problemi del villaggio, fino ad essere accusate di essere streghe. A quel punto non resta che la fuga per sottrarsi al linciaggio: questa la storia che accomuna tutte le donne del centro Delwende.