Progetto Zogoré

Ricordate Suor Claire? È l’energica ed efficiente suora delle camilliane di Ouagadougou, che dirige la scuola di formazione professionale per le ragazze e che ci aiuta e assiste in tutti i modi. È anche grazie a lei che siamo riusciti ad organizzare l’acquisto del burro di karité; che abbiamo potuto reinstallare i macchinari per produrre la pasta di arachidi; è lei che mantiene in funzione diversi dei nostri dispositivi per la varechina e insegna alle allieve come e perché usarla; che per anni ci ha autorizzati ad utilizzare la loro foresteria quando arrivavamo a Ouaga (ricordate l’enorme baobab nel cortile sotto al quale ci davano il benvenuto i quattro ragazzi che suonavano chitarrine e tamburi?).

Il papà di Suor Claire è morto poco tempo fa nel suo villaggio vicino al confine con il Mali. Era il rispettato capo villaggio. Il fratello che gli è succeduto nella carica, vista la difficoltà della sua gente a raggiungere l’ospedale che dista 35 km, e dato che la vecchia ambulanza si era distrutta due anni fa in un incidente, ha deciso di procurarne un’altra aprendo una sottoscrizione tra la popolazione che si è autotassata. Missionland ha fatto una prima piccola donazione, ma sarebbe bello che riuscisse a donare un veicolo, anche se usato, non credete?

Un aiuto, anche piccolo, sarà grandemente apprezzato dagli abitanti del villaggio che ci saranno molto grati. Potrete inviare il vostro contributo a Missionland (IBAN IT 35 F 03359 01600 100000 138509) indicando come causale “Progetto Zogoré”.

Suor Claire registra la donazione di Missionland. A sinistra suo zio, il capo villaggio.

 

Un’immagine del villaggio di Zogoré.

Pasta di arachidi

Nell’ambito dei progetti che vede l’impegno di Missioland, assume rilevanza il progetto arachidi in quanto permette di dare lavoro e dignità alle popolazioni del luogo creando una produzione e un commercio della pasta di arachidi utilizzata come base alimentare per i suoi valori nutrizionali.

Approvvigionamento  delle arachidi

Le arachidi

Il progetto prevede il coinvolgimento dei villaggi per il reperimento della materia prima. Occorre dire che le arachidi sono un prodotto che si raccoglie dopo il mais e il miglio e normalmente viene coltivato per realizzare immediatamente un guadagno e trasformarlo in denaro, contrariamente a quanto avviene con il mais e il miglio che vengono conservati per il fabbisogno familiare. Qui entrano però in gioco gli speculatori che, conoscendo il bisogno immediato di realizzare che hanno i coltivatori, abbattono i prezzi più possibile. Noi desideriamo garantire il giusto introito per i coltivatori, magari garantendo la vendita delle arachidi ad un prezzo consono ancora prima della semina. Inoltre, le arachidi le facciamo lavorare dalle donne del villaggio stesso, che così possono conseguire un altro guadagno.

È nostra intenzione fare tutto questo in varie zone del paese per distribuire un po’ gli effetti di questa strategia sull’economia rurale e garantire a noi il prodotto anche in caso di una stagione magra e in assenza di piogge, cosa che ci permetterà di mantenere un prezzo costante alla vendita.

 

Produzione

 

Lavorazione Arachidi

La produzione viene fatta a Ouagadougou, presso il centro delle suore Camilliane. I locali adibiti alla produzione sono adeguatamente curati e adatti alla produzione di alimenti per consumo umano. Le attrezzature sono state progettate per produrre un ottima qualità di prodotto, costruite in acciaio inossidabile in tutte le loro parti e ci permettono di ottenere dalle piccole alle grosse quantità di prodotto tenendo costante la qualità. Quantità e peso sono costantemente controllati a garanzia dei consumatori .

La prima parte della lavorazione avviene nel modo tradizionale burkinabé, dalla raccolta all’eliminazione della parte esterna, alla separazione delle noccioline dal guscio. La tostatura avviene presso la zona produzione, anche questa con sistema tradizionale e con l’esperienza locale. Si tostano circa 20 kg alla volta utilizzando una vasca cilindrica in acciaio, montata su perni e fatta girare per circa 40 minuti su fuoco costante alimentato a gas gpl. Tutto ciò per assicurare uniformità del processo ed ottenere costantemente lo stesso prodotto. La vasca deve essere rigorosamente piena al 90% in maniera che le arachidi ruotino su se stesse e non facciano grandi salti. Ciò assicura che l’olio venga trattenuto all’interno del prodotto.

Passati i 40 minuti di tostatura le noccioline vengono stese su un tavolozza a raffreddare e dove, sempre con sistema tradizionale, vengono separate dalle pellicine esterne che dopo la tostatura si sono staccate e sono diventate leggerissime. Passano poi in zona produzione, introdotte nella pressa, anch’essa con vasca in acciaio, da cui esce la pasta di arachidi ad una temperatura molto elevata. Un dosatore permette di fare uscire le quantità desiderate che andranno direttamente nei contenitori del peso richiesto, da 100, 500 o 1000 grammi e anche a 15 kg per le grosse distribuzioni.

 

Destinazione della pasta di arachidi

 

Attualmente riforniamo i detenuti del carcere di Ouaga, per i quali prepariamo circa 1000 sacchetti da 100 grammi al mese e il cui costo viene sostenuto da un’associazione di Savigliano (CN), Noi con Voi, fondata da Gabriella Piano. Il resto della produzione viene donato in parte alle allieve della scuola professionale del Centro di Formazione per i pasti che consumano alla scuola stessa, dato che al suo interno c’è anche una scuola di cucina. Un’altra parte è destinata al Centro Delwende, un ricovero per circa cinquecento donne sole e senza sussistenza e ancora ad alcuni ospedali di Ouaga e di Koupela per la malnutrizione dei bambini.

La nostra idea è quella di coinvolgere il maggior numero possibile di persone investendo su questo fronte eventuali utili.

Abbiamo anche delle venditrici che vendono ai mercati confezioni da 100 g. Qualche famiglia acquista barattoli da 1 kg e qualche comunità ne acquista per il suo fabbisogno. Nostra intenzione sarebbe di aumentare le vendite perché maggiori introiti ci permetterebbero di donarne maggiori quantità.

Per ora questo progetto dà lavoro stabilmente a quattro persone, più tutti quelli che collaborano per la raccolta, la pulizia, il trasporto e la vendita. Andrea coordina e produce, Blandine prepara le arachidi, le tosta e le pulisce per prepararle per la produzione e Juliette si occupa dell’approvvigionamento presso i villaggi, senza dimenticare suor Claire che fa da supervisore di tutto e tiene i contatti con noi.

 

Le proprietà nutritive della pasta di arachidi

 

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals). L’obiettivo n. 2 prevede “Fame zero”. Attualmente sono circa 800 milioni le persone che soffrono la fame. In Africa subsahariana, le proiezioni per il periodo 2014-2016 indicano un tasso di denutrizione di quasi il 23%. La malnutrizione provoca quasi la metà (45%) delle morti nei bambini al di sotto dei cinque anni: 3,1 milioni di bambini all’anno. Nei Paesi in via di sviluppo quasi 1 su 3 soffre di ritardo nella crescita. Solo in Africa, si stima che 23 milioni di bambini in età scolare vadano a scuola affamati.

La pasta di arachidi è un alimento altamente proteico e vitaminico; contiene grassi, fibre e acido linoleico. 100 grammi di pasta di arachidi contengono quasi 600 calorie. È usata nelle pappe dei bambini ed è inoltre largamente usata nella cucina locale, nelle salse che accompagnano molti cibi. La pasta di arachidi inoltre non necessita di refrigerazione né di particolari misure per la conservazione ed è di facile somministrazione da parte delle madri.

Ecco perché con la nostra pasta di arachidi possiamo sfamare, almeno in parte, i detenuti del carcere di Ouagadougou, i bambini malnutriti e le donne del Centro Delwende e intendiamo distribuirla ad un prezzo contenuto perché sia accessibile a molte famiglie.

PROGETTI MISSIONLAND

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Buona Domenica a tutti,

Sono Roberto, presidente di Missionland Onlus.

La nostra associazione e’ attualmente impegnata in numerosi progetti in Africa tra Ciad, Burkina Faso e  Mali; mentre  in Europa, in collaborazione con  Rainbow for Africa Onlus, portiamo avanti  un progetto di assistenza sanitaria ai migranti nelle isole greche di Lesbo, Samos e Chios  e a breve in Sicilia.

(IL PROGETTO XENIA SICILIA LO TROVATE IN ALLEGATO)

Negli ultimi mesi abbiamo inviato personale sanitario e logistico rispondendo alle richieste dell’UNHCR: invece delle 18 persone inizialmente previste dal nostro progetto di emergenza sono stati inviati 45 tra medici e infermieri oltre che logistici e tecnici, abbiamo partecipato all’accoglienza di oltre 100000 persone visitando 7000 pazienti. La missione si concluderà nel mese di giugno quando ritireremo le nostre forze dalle isole greche, dove a causa dell’accordo Turchia-UE il flusso dei migranti si è quasi azzerato.

L’esperienza della Grecia ci ha insegnato che chi tra i rifugiati riusciva ad arrivare a terra solo in piccolissimi casi necessitava di cure mediche urgenti (solo lo 0,6 %) mentre chi subiva danni gravi in mare quasi mai raggiungeva tali cure in tempi compatibili con la sopravvivenza. Per tale motivo, quando abbiamo cominciato a programmare lo spostamento delle nostre attività dalla rotta balcanica alla Sicilia (non possiamo fare finta che il problema si sia risolto), abbiamo cominciato a ragionare su come portare il soccorso medico qualificato il più vicino possibile a chi necessita. In questo modo è nata la collaborazione con l’associazione Elpis che a Trapani ha approntato una piccola nave ospedale destinata a fornire cure chirurgiche al Madagascar. Per motivi logistici l’associazione non è ancora pronta a spostare nave Elpis al di sotto dell’equatore, abbiamo quindi chiesto la disponibilità ad utilizzarla nei prossimi mesi estivi nel canale di Sicilia, dotandola di un nuovo modulo di medicina di emergenza e rianimazione (costruito da Missionland) e affiancandola alle navi che si occupano di Search and Rescue come nave ospedale dove effettuare cure anche sofisticate per assicurare la sopravvivenza ai casi più gravi (donne in gravidanza, bambini, annegati, feriti) con possibilità di interventi di rianimazione e anche chirurgici. Il recente rapporto di Europol descrive uno scenario catastrofico per i prossimi mesi, 800000 persone pronte a partire dalla Libia, cifra che potrà solo aumentare in relazione all’aggravamento della crisi libica, ovviamente il movimento di una così grande massa di esseri umani moltiplicherà i casi di naufragio e le relative morti in mare.

Ovviamente un tale progetto  necessita di finanziamenti e supporto. Noi stiamo preparando i nostri volontari, una nuova clinica mobile  e attrezzando la nave Elpis. Ogni aiuto è benvenuto, logistico, tecnico o finanziario, 5×1000.

Fate girare questa mail attraverso facebook o semplicemente inviandola ai vostri contatti. aiutateci a far crescere quest’onda.

Grazie dell’attenzione

Roberto Maculan

 

Per donare il vostro 5X1000:

 

Missionland onlus via san lorenzo 2 carré vicenza

 

Banca prossima Iban IT 35F0335901600100000138509

 

CAUSALE EROGAZIONE LIBERALE PER LE ATTIVITÀ DELLA ASSOCIAZIONE

 

Oppure progetto del WENDE

 

Oppure progetto CLEAN WATER

 

Oppure progetto SALVAVITA

 

Oppure progetto CLINICHE MOBILI

 

Lesbo – Notizie dal porto

Questi sono solo i primi volti di quella che sembra dover diventare una lunga processione di dimenticati. Per loro tre minuti di silenzio. Sono le 8 del mattino del 22 marzo al porto di Mitilene, isola di Lesbo.
All’ indomani dalla firma dell’accordo Europa – Turchia che prevede il respingimento forzato dei migranti privi dei requisiti d’asilo UNHCR ha sospeso tutte le sue operazioni sull’ isola ad eccezione del servizio di monitoraggio.

Oggi due recuperi: il primo ad opera della squadra norvegese di Frontex, il secondo da parte della Guardia Costiera Greca, 200 migranti in tutto. I numeri si sono ridotti, ma il flusso non si ferma, a ricordare il fatto che gli oltre 2 milioni di migranti in transito su suolo turco e il nuovo agreement non sembrano andare molto d’accordo. Il loro e’ un viaggio che ora piu’ che mai sembra dover essere accompagnato dal rumore incessante di un motore: una rapida staffetta che dai gommoni porta al ponte dei pattugliatori, quindi alla banchina dove aspettano gia’ accesi i bus per l’ultimo trasporto verso il centro di registrazione di Moria, utilizzato da ora come struttura di detenzione.

Una traversata estenuante per sopportare la quale i bambini vengono spesso sedati con farmaci di dubbia provenienza e dosaggi approssimativi, come riferito dai medici di Rainbow for Africa, un Ong torinese, che con Missionland, Nutriaid e WAHA gestisce l’unica clinica presente al porto.

Una volta registrati i migranti verranno divisi tra elegibili per la domanda di asilo e quelli da rimpatriare, accompagnati da altri motori di nuovo in Turchia.
Gli interventi si ripetono incalzanti come nei mesi precedenti ma se prima le operazioni di recupero e soccorso facevano riferimento ad una logica umanitaria, fatta di associazioni e Ong che con le proprie risorse cercavano di arginare le conseguenze di una migrazione sconnessa, ora tutto assume l’aspetto di un enorme manovra di deportaggio.

Il massiccio intervento istituzionale fa la sua entrata pachidermica per lentezza e dimensione, dimostrando ancora una volta di non aver imparato nulla dalla coraggiosa iniziativa della societa’ civile, con in piu’ il paradosso di forzare ora quest’ ultima ad una scelta amara: decidere se sia preferibile consegnare alle autorita’ persone sane e asciutte piuttosto che inferme e bagnate.

 

Un video a documento della situazione a Lesbo

Un video a documento dell’impegno Italiano

Pubblicato da Missionland Onlus su Sabato 13 febbraio 2016

Qualche foto del nuovo viaggio di Missionland

Spedizione a Lesbo con unità di intervento clinica mobile, fuoristrada 4×4 e quad barellato per interventi rapidi sulle spiagge.

Missionland Onlus, in collaborazione con Engin e Rainbow for Africa, l’associazione torinese di medici e infermieri recentemente coinvolta nella missione anti-ebola sono ora impegnate nello svolgimento del progetto DMAT (Disaster Medical Assistance Team)
«L’esperienza Ebola, come quella di altri contesti di emergenza – spiega il dottor Paolo Narcisi, presidente di Rainbow for Africa – ha evidenziato come le grandi risorse professionali della cooperazione internazionale non siano supportate dalla capacità di intervento in situazioni di emergenza. Ciò ha per esempio comportato la “solitudine operativa” di Medici Senza Frontiere ed Emergency per almeno due mesi all’esplosione dell’epidemia. Per questo, insieme ai partners Engim Internazionale e Missionland, si è cominciato a lavorare ad un’unità campale autonoma dal punto di vista energetico e trasporti (camion-gru con modulo con pannelli solari, condizionamento e riscaldamento, potabilizzazione) con tende pneumatiche ospedale donate dalla Ferrino dotate di attrezzature sanitarie high level».
Vediamo ora alcune foto che documentano lo svolgimento delle operazioni di primo punto di accoglienza per immigrati.

 

Da Settembre ONLUS

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Da settembre 2015 abbiamo ottenuto l’iscrizione all’Anagrafe Onlus presso la competente Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate, da quest’anno anche noi possiamo ricevere il 5 per mille.

Visita la nostra pagina  Onlus

 

Come funziona la Loco Card – Missionland

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Che cos’è

Nasce Loco Card – Missionland, un nuovo strumento di Fund Raising (raccolta fondi per fini sociali) che coinvolge realtà commerciali e associazioni no-profit  del territorio per uno scambio di valore bilaterale.

Loco Card è l’unica tessera studiata per le associazioni. Il Funzionamento di Loco Card è molto semplice.

I possessori Loco Card attraverso l’acquisto di prodotti e/o servizi presso le attività convenzionate, oltre a ricevere uno sconto immediato, finanzieranno gratuitamente la loro associazione, in quanto  parte della spesa effettuata sarà trasferita a Missionland. Il tutto è gestito con un sistema completamente automatizzato e pertanto non costituisce aggravio sulle attività di tutti. Inoltre, è garantita la massima trasparenza in quanto, in qualsiasi momento ogni utente o esercizio commerciale può accedere alla sezione “gestionale” del sito www.lococard.org e tramite accesso con password verificare il proprio flusso di spesa/donazioni.

Loco Card – Missionland, non sostituisce i tradizionali metodi di pagamento ma registra le varie transazioni per permetterci di effettuare i pagamenti a favore della tua associazione. Punto di forza di questo nuovo strumento è la gratuità della donazione. Infatti, i possessori Loco Card – Missionland, finanzieranno l’associazione semplicemente eseguendo le classiche spese effettuate quotidianamente, senza dover sopportare un ulteriore sforzo economico, questo perché il commerciante, per ricompensare la fedeltà del cliente, trasferirà all’associazione parte della spesa.

Grazie ad un accordo con il circuito W55 la tesserà sarà utilizzabile anche su tutti i negozi di quel circuito, di conseguenza aumentano e si moltiplicano le possibilità di usare la tessera ed aiutare Missionland.

Per cominciare una piccola mappa di dove possiamo trovare negozi convenzionati.

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