PROGETTI MISSIONLAND

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Buona Domenica a tutti,

Sono Roberto, presidente di Missionland Onlus.

La nostra associazione e’ attualmente impegnata in numerosi progetti in Africa tra Ciad, Burkina Faso e  Mali; mentre  in Europa, in collaborazione con  Rainbow for Africa Onlus, portiamo avanti  un progetto di assistenza sanitaria ai migranti nelle isole greche di Lesbo, Samos e Chios  e a breve in Sicilia.

(IL PROGETTO XENIA SICILIA LO TROVATE IN ALLEGATO)

Negli ultimi mesi abbiamo inviato personale sanitario e logistico rispondendo alle richieste dell’UNHCR: invece delle 18 persone inizialmente previste dal nostro progetto di emergenza sono stati inviati 45 tra medici e infermieri oltre che logistici e tecnici, abbiamo partecipato all’accoglienza di oltre 100000 persone visitando 7000 pazienti. La missione si concluderà nel mese di giugno quando ritireremo le nostre forze dalle isole greche, dove a causa dell’accordo Turchia-UE il flusso dei migranti si è quasi azzerato.

L’esperienza della Grecia ci ha insegnato che chi tra i rifugiati riusciva ad arrivare a terra solo in piccolissimi casi necessitava di cure mediche urgenti (solo lo 0,6 %) mentre chi subiva danni gravi in mare quasi mai raggiungeva tali cure in tempi compatibili con la sopravvivenza. Per tale motivo, quando abbiamo cominciato a programmare lo spostamento delle nostre attività dalla rotta balcanica alla Sicilia (non possiamo fare finta che il problema si sia risolto), abbiamo cominciato a ragionare su come portare il soccorso medico qualificato il più vicino possibile a chi necessita. In questo modo è nata la collaborazione con l’associazione Elpis che a Trapani ha approntato una piccola nave ospedale destinata a fornire cure chirurgiche al Madagascar. Per motivi logistici l’associazione non è ancora pronta a spostare nave Elpis al di sotto dell’equatore, abbiamo quindi chiesto la disponibilità ad utilizzarla nei prossimi mesi estivi nel canale di Sicilia, dotandola di un nuovo modulo di medicina di emergenza e rianimazione (costruito da Missionland) e affiancandola alle navi che si occupano di Search and Rescue come nave ospedale dove effettuare cure anche sofisticate per assicurare la sopravvivenza ai casi più gravi (donne in gravidanza, bambini, annegati, feriti) con possibilità di interventi di rianimazione e anche chirurgici. Il recente rapporto di Europol descrive uno scenario catastrofico per i prossimi mesi, 800000 persone pronte a partire dalla Libia, cifra che potrà solo aumentare in relazione all’aggravamento della crisi libica, ovviamente il movimento di una così grande massa di esseri umani moltiplicherà i casi di naufragio e le relative morti in mare.

Ovviamente un tale progetto  necessita di finanziamenti e supporto. Noi stiamo preparando i nostri volontari, una nuova clinica mobile  e attrezzando la nave Elpis. Ogni aiuto è benvenuto, logistico, tecnico o finanziario, 5×1000.

Fate girare questa mail attraverso facebook o semplicemente inviandola ai vostri contatti. aiutateci a far crescere quest’onda.

Grazie dell’attenzione

Roberto Maculan

 

Per donare il vostro 5X1000:

 

Missionland onlus via san lorenzo 2 carré vicenza

 

Banca prossima Iban IT 35F0335901600100000138509

 

CAUSALE EROGAZIONE LIBERALE PER LE ATTIVITÀ DELLA ASSOCIAZIONE

 

Oppure progetto del WENDE

 

Oppure progetto CLEAN WATER

 

Oppure progetto SALVAVITA

 

Oppure progetto CLINICHE MOBILI

 

Lesbo – Notizie dal porto

Questi sono solo i primi volti di quella che sembra dover diventare una lunga processione di dimenticati. Per loro tre minuti di silenzio. Sono le 8 del mattino del 22 marzo al porto di Mitilene, isola di Lesbo.
All’ indomani dalla firma dell’accordo Europa – Turchia che prevede il respingimento forzato dei migranti privi dei requisiti d’asilo UNHCR ha sospeso tutte le sue operazioni sull’ isola ad eccezione del servizio di monitoraggio.

Oggi due recuperi: il primo ad opera della squadra norvegese di Frontex, il secondo da parte della Guardia Costiera Greca, 200 migranti in tutto. I numeri si sono ridotti, ma il flusso non si ferma, a ricordare il fatto che gli oltre 2 milioni di migranti in transito su suolo turco e il nuovo agreement non sembrano andare molto d’accordo. Il loro e’ un viaggio che ora piu’ che mai sembra dover essere accompagnato dal rumore incessante di un motore: una rapida staffetta che dai gommoni porta al ponte dei pattugliatori, quindi alla banchina dove aspettano gia’ accesi i bus per l’ultimo trasporto verso il centro di registrazione di Moria, utilizzato da ora come struttura di detenzione.

Una traversata estenuante per sopportare la quale i bambini vengono spesso sedati con farmaci di dubbia provenienza e dosaggi approssimativi, come riferito dai medici di Rainbow for Africa, un Ong torinese, che con Missionland, Nutriaid e WAHA gestisce l’unica clinica presente al porto.

Una volta registrati i migranti verranno divisi tra elegibili per la domanda di asilo e quelli da rimpatriare, accompagnati da altri motori di nuovo in Turchia.
Gli interventi si ripetono incalzanti come nei mesi precedenti ma se prima le operazioni di recupero e soccorso facevano riferimento ad una logica umanitaria, fatta di associazioni e Ong che con le proprie risorse cercavano di arginare le conseguenze di una migrazione sconnessa, ora tutto assume l’aspetto di un enorme manovra di deportaggio.

Il massiccio intervento istituzionale fa la sua entrata pachidermica per lentezza e dimensione, dimostrando ancora una volta di non aver imparato nulla dalla coraggiosa iniziativa della societa’ civile, con in piu’ il paradosso di forzare ora quest’ ultima ad una scelta amara: decidere se sia preferibile consegnare alle autorita’ persone sane e asciutte piuttosto che inferme e bagnate.

 

Un video a documento della situazione a Lesbo

Un video a documento dell’impegno Italiano

Pubblicato da Missionland Onlus su Sabato 13 febbraio 2016